perche la sardegna è una regione a statuto speciale

Perché la Sardegna è una regione a statuto speciale?

In Italia, sappiamo tutti, alcune regioni godono di particolari ordinamenti definiti appunto “speciali”, ovvero posseggono un’autonomia elevata, che si traduce in numerose materie di competenza regionale.

Attualmente le regioni a statuto speciale in Italia sono cinque: la Sardegna, la Sicilia, il Trentino Alto Adige, La Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia.

Che cosa vuol dire essere una regione a statuto speciale?

In Italia l’organizzazione dello stato prevede una struttura decrescente, ovvero esistono materie in cui la competenza è esclusiva dello stato (significa che solo lo stato può emanare delle leggi in determinate materie).

Dette materie sono elencate in maniera puntuale dalla Costituzione.

In tutte le materie non assegnate allo stato, la competenza diventa invece regionale, ovvero sono le regioni ad avere il compito di intervenire proponendo ed emanando leggi in queste materie.

Se la politica estera è una competenza statale, ad esempio, in materia di sport o alimentazione può intervenire la regione.

Tutto ciò è valido per quasi tutte le regioni italiane. Per quelle 5 regioni a statuto speciale invece, vige una differente regolazione, che prevede che dette regioni abbiano maggiori aree di intervento.

Se pensiamo ad esempio al solo Trentino Alto Adige, questo ha competenza nel settore scuola o nel settore avviamento professionale, maggiori di qualsiasi altra regione.

La specialità risiede dunque proprio nella maggiore competenza dell’organismo regionale nel poter emanare delle leggi.

Le regioni a statuto speciale hanno senso al giorno d’oggi?

Questa sono consapevole sia una domanda che in tanti si pongono. Io stesso mi chiedo per quale oscuro motivo la provincia di Trento debba avere questa competenza, stesso vale per la regione Sicilia.

Allo stesso tempo mi sembra evidente per quale motivo l’Alto Adige abbia una sua specialità.

Qui però il discorso diventa più complicato da una parte, ma anche più semplice dall’altro: siamo in presenza di una regione nella quale la maggioranza della popolazione non ha come madrelingua, la lingua ufficiale dello stato.

Non penso siano necessarie altre giustificazioni.

Allo stesso tempo trovo molto sensato che le regioni come l’Alto Adige che dimostrano di saper gestire i maggiori introiti dal punto di vista tributario, dovuti proprio in via della sua specialità, continuino ad avere queste agevolazioni.

Ma cosa dire della Sicilia?

Una regione in queste condizioni, deve godere delle agevolazioni previste dallo statuto speciale?

Mi spiace dirlo, ma nonostante tutta la simpatia che si possa concedere ai cugini siciliani, la risposta è no.

Se regioni come la Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia dimostrano di avere rispetto del diritto concessogli, la Sicilia mi dispiace, non dimostra lo stesso attaccamento, a giudicare dal bilancio della stessa regione.

La Sardegna certo non è un esempio di diligenza in materia, ma ci sono alcuni fattori importanti che differenziano la questione sarda da quella siciliana.

Cercheremo di analizzarli nel paragrafo successivo.

Perché la Sardegna è una regione a statuto speciale?

Siete mai stati in Sardegna?

Se la risposta è affermativa, passo alla seconda domanda.

Quando siete in Sardegna, vi sentite in Italia?

Sembrano in realtà domande idiote, ma cercate di prenderle sul serio e di pensare seriamente alle proprie sensazioni una volta scesi dall’aereo o dal traghetto.

La Sardegna è una regione italiana con una forte connotazione identitaria. Ciò significa che un sardo si sente prima sardo e poi italiano nella norma (esistono poche eccezioni).

Questo orgoglio cresce nei sardi con l’età e difficilmente li abbandona.

Conosco sardi che vivono all’estero da decenni, senza che questo sentimento sia mai cambiato.

Cosa provoca nei sardi questo attaccamento?

Questa è una domanda a cui è molto difficile rispondere.

I sardi crescono in un pessimo contesto: disoccupazione, spazzatura per le strade, servizi carenti, mancanza di cultura in vari settori del vivere comune etc…

Eppure la Sardegna la si respira sin da piccoli, la si vive nella lingua sarda, ancora così viva e vivace.

Come sardi si cresce in un contesto ristretto, a volte provinciale, manca spesso una prospettiva regionale, figuratevi se se ne matura una europea!

Spesso si perde il tempo a farsi la guerra con il paese affianco, altro che senso di italianità.

Eppure tutti i sardi sono accomunati da un amore viscerale verso la loro terra e le loro persone.

Vedo gente che ha vissuto a lungo fuori dalla Sardegna, tornarci dopo 10 o 20 anni perché questo è sempre stato il loro sogno nel cassetto.

Nonostante ciò, l’amore verso la propria terra continua a crescere indiscriminatamente.

Ma allora perché la Sardegna è a statuto speciale e la Puglia no?

Questa è una bella domanda, perché l’amore che i pugliesi hanno della loro terra, non si discosta troppo da quello che hanno i sardi.

Veniamo però alla principale sostanziale differenza.

La Sardegna dista dalla costa italiana più vicina, centinaia di chilometri.

Pensate sia un fattore da ridere?

Allora pensatevi per un attimo imprenditore in Sardegna e pensate al costo che le merci di vostra produzione possano avere nel mercato globale dopo un viaggio in traghetto verso la terra ferma.

Questa è la principale differenza con la Puglia! Noi sardi siamo isolati!

Il pezzo di mare che ci separa dal resto dell’Italia è grande e nella peggiore delle ipotesi occorrono 12 ore per raggiungerla.

Questa è la differenza sostanziale a mio avviso.

Ricordo che in Spagna, le isole delle Canarie che distano parecchio dal resto del paese, hanno una tassazione al 4%, mentre il Sardegna vige la medesima tassazione in vigore nel resto del paese.

Quali altre differenze giustificano lo statuto speciale sardo?

Ci sono alcuni fattori che giustificano l’adozione dello statuto speciale in Sardegna, vediamo ora le principali:

  • Presenza di una lingua propria: si lo so, in tanti non ci credono, ma il sardo è reputato dai linguisti appunto una lingua e non un dialetto e ciò, dal mio punto di vista, è un fattore socio-culturale di estrema importanza.
  • Peculiarità storiche: la storia della Sardegna è stata per molti versi assai differente da quella del resto d’Italia, con un continuo susseguirsi di dominazioni estere che non hanno mai interessato il resto della penisola.
  • Peculiarità culturali: le nostre tradizioni distano spesso parecchio dal resto delle usanze italiane. La distanza ha giocato qui un forte fattore di preservazione e mantenimento delle caratteristiche culturali peculiari del territorio, che forse in altri territori non è mai stato così forte.
  • Naturale isolamento

Ovviamente rimane l’auspicio per il futuro che:

  • l’autonomia venga effettivamente applicata come sulla carta, poiché sino ad oggi lo è stato solo a metà (a differenza dell’Alto Adige)
  • che la politica sarda acquisisca le competenze, la voglia e l’entusiasmo di sfruttare al meglio questo vantaggio dato dall’autonomia (proprio come l’Alto Adige), poiché sino ad oggi la gestione autonoma non ha dato particolari frutti.

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