Perché in Grecia ci sono così tanti gatti?

Perché in Grecia ci sono così tanti gatti?

Quale turista non nota subito, appena giunto in Grecia, l’innumerevole quantità di gatti che circolano liberi per le strade?

Il gatto è un animale molto diffuso su tutto il continente greco e soprattutto sulle isole del mar Egeo.

La sua diffusione è particolarmente evidente sull’isola di Santorini, ma anche in altre isole greche come Rodi e Creta, dove è molto frequente incontrare teneri gattini colorati e miagolanti che chiedono coccole ma soprattutto cibo.

Ma qual è il motivo per il quale i gattini sono così diffusi in Grecia?

La risposta è semplice, i gatti in Grecia, a differenza di ciò che succede in altri parti del mondo, non vengono rinchiusi in gattili o rifugi per animali, bensì sono spesso lasciati liberi di vagare per paesi e città in totale indipendenza.

Se da una parte non sono totalmente d’accordo con questo modo di gestire i gattini, certo è che l’idea di lasciare ampia libertà ai felini, che rimangono liberi di scorrazzare e godersi il territorio, ha qualcosa di estremamente romantico.

L’importante rimangono tuttavia le cose essenziali: ai gatti va garantita la sterilizzazione, il cibo e le cure in caso di malattia.

La vita dei gatti in Grecia

Ciò succede spesso nelle vicinanze di bar e ristoranti, in quanto i furbi gattini sanno benissimo che con i loro dolci ed insistenti miagolii riceveranno dai turisti qualche avanzo di buon pesce o un succulento boccone di carne da mettere sotto i denti.

Il più delle volte si può notare come questi gatti siano sani e ben tenuti, spesso molto socievoli, e non disdegnano una buona dose di coccole.

Ma come fanno a mantenersi in vita quando la stagione turistica volge al termine?

Facciamo un passo indietro…Fino a qualche tempo fa, i gatti in Grecia erano liberi e non essendoci il turismo di massa degli ultimi anni, vivevano al meglio, mangiando spesso gli avanzi di pesce dei pescatori del porto e cacciando piccole prede.

Il freddo inverno, le malattie, e tutto il resto, purtroppo svolgevano una “selezione naturale” e il numero di gatti presenti nelle isole, nonostante il gran numero di cuccioli che nascono ad ogni parto (ne parleremo successivamente) rimaneva abbastanza equilibrato.

Certo durante la stagione estiva per i gattini la vita è molto più semplice. Tanti di loro prendono posto nei pressi dei ristoranti di pescee cercano di farsi offrire qualcosa dai turisti seduti al tavolo.

Capita talvolta di trovarne alcuni affamati. In questo caso il mio consiglio è quello di partire sempre con un po di cibo per gatti in valigia. Mi sento ad esempio di consigliarvi questo raggiungibile a questo link, perché è diviso in pratiche piccole confezioni, ma potete anche semplicemente guardare l’intera offerta di cibo secco a questo link.

L’effetto del turismo di massa sui gatti greci

Con l’avvento del turismo di massa invece, i gatti hanno iniziato a trovare cibo buono e spesso sano per tutti i mesi estivi e anche primaverili, rafforzando le loro difese immunitarie, aumentando il loro grasso per i mesi invernali, e hanno iniziato a morire meno.

Questa parrebbe una buona notizia, ma dopo qualche anno di cospicue riproduzioni, le isole greche hanno assistito ad un mero incremento demografico dei gatti, che ha comportato la nascita di cucciolate di gattini spesso malati, con rinotracheite ed altre malattie infettive dei cuccioli, e senza nessuno che se ne prendesse cura.

Quanti gatti randagi sono presenti in Grecia?

I numeri parlano chiaro purtroppo.

Se una gatta in un anno può avere fino a tre cucciolate, da 2 a 8 gattini ciascuna, il risultato finale è di circa 5.000 gatti da una singola femmina in quattro anni.

Si calcola un totale di circa 2 milioni di gatti randagi totali presenti su tutto il territorio greco.

Sono calcoli terrificanti, tenendo conto che quasi nessun gatto delle isolette greche era sterilizzato.

I gatti dell’isola di Syros e l’accarezzatore di gatti

gatti in grecia

Poco tempo fa, ha fatto grosso clamore l’annuncio di lavoro pubblicato sulla propria pagina Facebook dell’associazione God’s Little People Cat Rescue, che si prende cura delle colonie di gatti sulla meravigliosa isola di Syros.

L’associazione era alla ricerca di una strana figura professionale, descritta dalla stampa internazionale come “accarezzatore di gatti”.

Qualcuno che si prendesse a carico i 55 gatti dell’isola, in cambio di uno stipendio di livello medio, nonché vitto e alloggio (con vista sul mar Egeo) sull’isola.

Il presupposto era la disponibilità a trascorrere almeno 6 mesi sull’isola, venivano inoltre privilegiate le persone con esperienza nel contatto coi felini e conoscenze veterinarie.

Insomma siete curiosi di sapere quanti curricula siano arrivati all’associazione?

Beh, si stimano circa 40.000 mila curricula… Alla fine è stata la signora Jeffine Telson ad essere selezionata.

Quello che viene definito il Santuario dei gatti ha finalmente una persona che lo gestisce, che può vantare ben 21 anni di esperienza in contatto coi gatti.

Le associazioni di recupero gatti in Grecia

Negli ultimi anni per fortuna qualcosa si è mosso. Sono nate delle associazioni che provvedono alla sterilizzazione dei gatti, ai vaccini di base, e a fornirgli cibo per tutto l’anno, soprattutto durante l’inverno, quando i turisti non ci sono.

Non è raro vedere sotto qualche grande albero o arbusto delle ciotole, con accanto una targa o cartello dove c’è scritto il nome dell’associazione che si occupa in quel territorio circoscritto dei gatti in libertà.

A Santorini c’è un’associazione animali molto forte: Sterila-Santorini Cats e SAWA Santorini Animal Welfare Association.

SAWA Santorini si occupa di curare, sterilizzare e anche far adottare i gattini più bisognosi di avere una casa, in maniera totalmente volontaria.

Gli altri gattini spiriti liberi per definizione, vengono lasciati in libertà, liberi di godersi il sole e i panorami mozzafiato delle isole greche, dove si muovono in perfetto equilibrio con il territorio…dove sembrano magici abitanti dei vicoletti e delle chore, o forse ne sono i veri padroni.

E continueranno a respirare la libertà, ma con una porzione di crocchette ogni giorno e cure in caso di bisogno, ma soprattutto, solo quando decidono loro, una dose di coccole dalle volontarie.

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