Le 10 cose da vedere a Pompei che non puoi perdere

Ci sono città che hanno in comune un destino tragico che le ha fatte salire alla ribalta della cronaca, a causa di piccole o grandi tragedie che si sono lì verificate.

Pensate anche solo a Hiroshima e Nagasaki, a Chernobyl o, nel nostro piccolo, alla città di Cogne, teatro di un fattaccio, che le è valsa anche per un periodo essere meta di squallidi pellegrinaggi.

Eppure questo strano destino non accomuna solo città che di recente sono arrivate alla ribalta della cronaca, basta infatti pensare alla città romana di Pompei per capire che, nonostante trascorrano secoli, alcune cose rimangono sempre uguali.

Anche dopo migliaia di anni dopo la sua sepoltura a causa della lava del vulcano, Pompei continua a far discutere ed animare gli animi degli studiosi, che da queste parti hanno sempre un buon lavoro da fare.

Ma Pompei riesce nel frattempo a stupire le onde di visitatori che ogni giorno giungono fino a qui per ammirare la bellezza, di quello che è sicuramente uno dei siti archeologici più belli d’Italia, che la lava ha conservato in un incredibile stato anche ai giorni nostri.

La cittadina è come se fosse rimasta congelata da quel tragico 79 d.C. sino al XVI secolo, quando è stata fatta la sua scoperta, e quando il visitatore giunge alle sue porte, si ritrova in una sorta di museo a cielo aperto, dove tutto è rimasto come quel tragico giorno, in cui gli abitanti di quella che era una ridente cittadina romana, sono rimasti tragicamente sorpresi dalla lava, che ha messo fine alla loro vita.

Oggi, dopo che il Covid ha messo a dura prova la nostra esistenza, è finalmente possibile tornare a godere di tanta bellezza e penso non esista modo migliore per festeggiare la nostra tanto agognata libertà, se non lasciandoci incantare dal mistero e dal fascino del passato.

E’ questo il motivo che mi spinge oggi di parlarvi ancora di Pompei (ne abbiamo già parlato nella guida su come visitarla al meglio), cercando di darvi una panoramica approfondita e per nulla superficiale su tutto ciò che di bello c’è da vedere a Pompei e dandovi qualche prezioso consiglio per prepararvi al meglio alla visita.


Pompei: dove acquistare i biglietti?

Come prima cosa occorre acquistare i biglietti di ingresso agli scavi, che si possono ovviamente acquistare in loco, ma anche online. Il vantaggio dell’acquisto su internet è quello di saltare la coda e dunque risparmiare tempo all’ingresso, perché d’altronde il tempo (in vacanza) è denaro!

Il mio consiglio è quello di acquistarli sul sito Getyourguide a questo indirizzo, perché mette a disposizione le seguenti opzioni:


Cosa vedere a Pompei?

Ma cosa vedere esattamente a Pompei? Quali sono le principali attrazioni che la città possiede e che dovrebbe spingerci a doverla visitare? Scopriamolo insieme.


#1 Le case di Pompei

casa di pompei
Un affresco all’interno di una casa di Pompei

Non pensa esista qualcosa di più intimo e forte di vedere la casa, all’interno della quale le persone sono cresciute, per riuscire a comprendere una cultura della quale si è curiosi di saperne di più.

Dunque nulla è più esemplare di un’antica villa romana, per comprendere come gli antichi romani vivessero a Pompei.

All’interno del sito sono infatti presenti delle case realmente incredibili, affrescate in maniera esemplare e dotate di realizzazioni architettoniche uniche, che è coinvolgente scoprire.

L’unico svantaggio di tutto ciò è che Pompei è continuamente in divenire a causa (o grazie) alle nuove scoperte che ciclicamente vengono fatte al suo interno. Talvolta può capitare che alcune case non siano accessibili proprio per le ricerche che vengono svolte al suo interno. Ad ogni modo basta informarsi prima della partenza per comprendere cosa eventualmente non sia disponibile alla visita.


#2 La casa di Vettii

la casa di vettii pompei
Un dettaglio dell’interno della casa di Vettii a Pompei

Tra le varie casa della cittadina di Pompei, ne esiste una che è diventata parecchio famosa e prende il nome de La Casa di Vettii.

Si tratta di una delle case più grandi e imponenti di tutta Pompei, che possiede al suo interno la più vasta e curata collezione di affreschi della città.

La villa era un possedimento di due ex schiavi, i fratelli Vettii, che riuscirono a diventare uomini liberi e ottenere un certo successo nel commercio dei vini, al punto da potersi permettere una delle case più lussuose di Pompei.

La storia lascia abbastanza di stucco e perplessi, poiché riuscire a passare da schiavo ad uno degli uomini più ricchi di Pompei era ed è tutt’oggi una cosa abbastanza difficile da credere.

C’è però una spiegazione sociale ed economica a questo fatto.

Pompei fu vittima di numerosi terremoti intorno al 62 d.C. e numerose strutture della città furono distrutte. Il susseguirsi di questi avvenimenti fece sì che numerose persone benestanti decidessero di abbandonare la città per trasferirsi altrove.

Il vuoto che si venne a creare in città, con la scomparsa di numerosi cittadini benestanti, fece in modo che si scatenò una forte mobilità tra le classi sociali, al punto che anche un ex schiavo particolarmente sveglio, poteva agevolmente scalare la cerchia sociale e trovare spazio nella parte più alta della società.

I fratelli Vettii, dopo anni di soprusi nella loro vita da schiavi, decisero che tutti dovevano sapere che erano ricchi e stavano particolarmente bene economicamente e dunque decisero di affrescare la domus in maniera vistosa, rappresentando centinaia di scene mitologiche alle pareti.

La collezione è una vera e propria chicca, che raccoglie alcuni degli episodi più importanti della mitologia greca e rappresenta una delle più antiche collezioni di affreschi esistenti al mondo.


#3 L’anfiteatro di Pompei

L'anfiteatro di Pompei
L’anfiteatro di Pompei

La violenza è stata parte costante e presente di numerose civiltà nel corso della storia, ma penso che da nessuna parte la violenza sia stata messa in evidenza per il solo compiacere delle folle e per l’intrattenimento delle persone, come nell’epoca dell’Impero Romano.

Eppure Roma amava a tal punto una simile crudeltà, dal costruire imponenti anfiteatro (vedi lo stesso Colosseo) per consentire al popolo di gustarsi lo spettacolo di uomini forzuti che lottano sino alla morte contro altri uomini o bestie feroci.

E così accadeva anche all’interno dell’anfiteatro di Pompei, che è il più antico anfiteatro romano giunto sino ai giorni nostri (il Colosseo è nato ben 140 anni più tardi).

Eppure l’anfiteatro di Pompei merita decisamente di essere visto, poiché ha mantenuto uno stato di conservazione incredibile, sepolto sotto metri di lava che lo hanno preservato dagli agenti atmosferici e dall’umidità.

E’ decisamente di dimensioni inferiori rispetto al Colosseo, ma si conta che potessero trovare spazio al suo interno ben 11.000 persone.

Una cosa curiosa che accadeva già ai tempi è che durante i giorni di pioggia, per evitare di dover guardare lo spettacolo fradici e infreddoliti, veniva montata al di sopra dell’anfiteatro una grande tenda, che prendeva il nome di velarium, di modo che in qualsiasi condizioni atmosferica, il pubblico potesse godersi lo spettacolo.

All’interno dell’anfiteatro si scontravano vari gladiatori, alcuni dei quali erano schiavi o prigionieri. Coloro che riuscivano a vincere numerosi duelli diventavano poi una specie di eroe per il pubblico e, quando riuscivano ad ottenere una buona dose di vittorie, potevano addirittura guadagnare lo status di uomo libero.

La folla osservava gli spettacoli calda e talvolta inferocita. Pare che nel 59 d.C. si verificò una rissa cruenta tra gli spettatori di Pompei e quelli della vicina Nuceria, che causò molte vittime e feriti gravi, spingendo l’imperatore Nerone a interrompere simili eventi all’anfiteatro per 10 anni consecutivi.

La cosa divertente in tutto ciò è che stiamo parlando dello stesso Nerone accusato di aver appiccato il grande incendio di Roma, nonché la stessa persona accusata di aver ucciso sua madre e due delle sue mogli!!

Nei tempi recenti l’anfiteatro è stato sfruttato per vari grandi eventi musicali. Qui suonarono ad esempio di Pink Floyd nel 1971, registrando il disco Live at Pompei.


#4 Le terme e i bagni pubblici di Pompei

terme di pompei
Un particolare delle terme di Pompei

Tra le più grandi passioni dei romani, seconda forse solo agli scontri tra gladiatori, c’erano sicuramente le giornate alle terme pubbliche. Potevano dunque forse mancare delle terme a Pompei?

Ovviamente sono presenti e hanno mantenuto uno stato di conservazione decisamente invidiabile, nonostante i vari terremoti che si sono succeduti che ne hanno debilitato la struttura.

In totale Pompei vanta ben 4 terme pubbliche: i bagni Stabiani, i bagno del Foro, i bagni dell’Anfiteatro e i bagni centrali. La loro conformazione architettonica è molto simile e si caratterizzano per le decorazioni vistose e una curata ingegneria di costruzione.

Sulle pareti e sui soffitti erano presenti grandi affreschi, mentre un po’ ovunque grandi sculture di eroi e dei decoravano l’ambiente. E’ poi questa una delle cose più curiose da vedere al loro interno, oltre ovviamente al comprendere come i romani vivessero questa particolare abitudine durante il loro tempo libero.

All’interno delle terme si trovavano già ai tempi vasche a diverse temperature: c’erano i caldarium con l’acqua calda, i frigidarum con quella fredda e i tepidarium con quella tiepida. Esistevano poi stanze dove ci si poteva lasciar fare un massaggio dopo il bagno.

Le acque erano scaldate con enormi bracieri e trasportata all’interno delle vasche tramite dei tubi che attraversavano la struttura riscaldando gli ambienti.

Questi luoghi avevano ai tempi un’importanza notevole. Occorre pensare che il bagno in casa era una prerogativa dei ricchi, dunque i bagni pubblici erano molto frequentati e diventavano un luogo importante della vita sociale della città.

Accanto alle terme sono state anche ritrovate numerose lampade ad olio, che testimoniano come anche al calar del sole ci fosse vita da quelle parti.

I bagni pubblici rimangono una zona altamente democratica della società di Pompei, all’interno della quale ricchi e poveri erano costretti ad incontrarsi all’interno di un unico ambiente, poiché l’unica separazione presente al loro interno era quella delle aree per uomini e per donne, dove ci si cambiava prima di fare il bagno.


#5 I graffiti di Pompei

i graffitti di Pompei
Un esempio di graffiti a Pompei

Pensare che l’arte di imbrattare i muri sia una prerogativa del XXI secolo è errato, visto che gli uomini hanno imbrattato i muri con disegni prima e scritte poi sin dalla più lontana antichità.

Che noi italiani siamo poi un popolo particolarmente espressivo, non lo dimostrano solo i nostri evidenti gesti comunicativi, ma anche il fatto che i pompeiani amassero scrivere sui muri presenti in città, molto prima della nascita della carta o dei social network.

Ancora oggi, camminando per Pompei, è possibile leggere i messaggi lasciati da questa popolazione 2.000 anni fa. La loro lettura rivela tanto del loro modo di vivere, delle loro abitudini e dei loro interessi.

Questo è uno dei motivi per cui avere una guida al proprio fianco durante il tour può essere un grande vantaggio, salvo ovviamente che voi non conosciate il latino!

Se oggi i graffiti assumono spesso una connotazione negativa, nonostante siano in tanti a reputarli vera e propria street art, a Pompei scrivevano un po’ tutti e in città si possono trovare:

  • Messaggi di amanti;
  • Regole delle taverne;
  • Menu di negozi;
  • Poesie;
  • E tanto altro ancora.

Sono segni importanti della vita passata e rappresentano uno degli esempi più significativi del motivo per cui Pompei ancora oggi è così importante: sono un messaggio intimo e sincero del passato che è riuscito a giungere sino ai giorni nostri!

bassorilievo fallico a Pompei
Bassorilievo fallico a Pompei

E una delle cose più divertenti, che accomuna volendo i graffiti di Pompei a quelli dei giorni nostri, è che anche a Pompei sono presenti una buona dose di genitali maschili, a testimonianza del fatto che il sesso svolgeva un ruolo abbastanza importante già in questi tempi. L’idea è anche rafforzata dai numerosi ritrovamenti di statue, sculture e oggetti che rappresentano i genitali maschili.


#6 Il bordello di Pompei

Il bordello di Pompei
Affresco a tema sessuale a Pompei

L’amore dei pompeiani per il sesso è testimoniata da uno dei luoghi più visitati dai turisti nella città: il suo bordello o lupanare.

La prostituzione, ovvero il lavoro più antico della storia, era parecchio diffuso a Pompei e in numerose taverne sono presenti scene di sesso affrescate, a testimonianza del fatto che simili luoghi potessero avere una doppia funzione.

Il lupanare è però l’unico luogo della città che fosse adibito esclusivamente a questo scopo ed è uno dei pochi esemplari di bordello dell’epoca romana giunto fino a noi, assume dunque un’importanza valenza dal punto di vista storico e culturale.

Oggi numerosi turisti arrivano sino a qui per farsi una risata goliardica durante la visita, ma dal mio punto di vista questo luogo è anche leggermente intriso di tristezza.

Gli affreschi erotici della sala d’attesa paiono quasi voler rappresentare il menu dei servizi che si era capaci di offrire in quel luogo o forse erano anche esempi dimostrativi per le persone meno esperte.

Ma il fatto che le scene di sesso fossero rappresentate in maniera così esplicita, è forse anche motivo che lascia credere che la società pompeiana fosse particolarmente aperta e che il sesso non fosse un tabù, come si può forse erroneamente pensare.

Eppure dietro il bordello pare si nascondessero delle storie più tristi, fatte di schiavitù e sfruttamento delle donne e di persone povere costrette a vivere una vita simile.

L’ambiente è poi un po’ angusto, fatto di stanze strette, con poca luce e aria, che lasciano intuire le pessime condizioni di lavoro nelle quali queste donne potevano esercitare.

Nonostante ciò, il bordello di Pompei rappresenta una forte impronta della società pompeiana, che è giusto conoscere e che possiede sotto un certo punto di vista, il suo fascino culturale.


#7 Il foro di Pompei

Il foro di Pompei
Il foro di Pompei

Il Foro di Pompei era una grande piazza che rappresentava il fulcro della vita politica, religiosa ed economica della città. La grande piazza era intrisa di colonne, templi, fontane, portici e archi, dei quali oggi rimangono solo alcuni resti.

Il Foro è una tappa obbligatoria quando si viene a Pompei, ma occorre un pizzico di fantasia per riuscire a pensare quale potesse essere il suo splendore decine di secoli fa.

Al suo interno sono presenti costruzioni notevoli, come il Tempio di Apollo e il Santuario di Giove (che hanno visto tempi migliori) o la Basilica, dove venivano discusse le leggi e si prendevano decisioni a tema giustizia.

Passando dal Foro non potrete non fare un salto all’antico granaio, un tempo luogo dove veniva conservato il grano, oggi ospita un museo dove sono raccolti tutta una serie di manufatti che sono stati ritrovati a Pompei e conta più di 9.000 oggetti diversi.

Al suo interno troverete brocche di vino, lampade ad olio, pentole, padelle, vasche da bagno, ma anche i macabri resti di persone pietrificate dalla lava del Vesuvio.


#8 I corpi di Pompei

Di tutti i notevoli resti del passato che sono stati portati alla luce intorno alle rovine di Pompei, niente è così inquietante o unico come i resti degli abitanti della città. Probabilmente la parte più memorabile della visita a Pompei, i corpi di Pompei sono stati scoperti quando gli archeologi hanno trovato cavità contenenti ossa umane nel sito di scavo. O più precisamente, continuavano a trovare cavità nel sito di scavo ovunque trovassero ossa umane.

corpo pietrificato Pompei

Queste cavità inquietanti sono state lasciate quando il tessuto molle di ogni corpo sepolto si è decomposto nel tempo, lasciandosi dietro il loro scheletro. Ma l’impronta di ogni corpo è rimasta impressa nella cenere calcificata, che si era fissata come cemento intorno a loro prima che si decomponessero.

Ogni cavità conservava un’impronta negativa tridimensionale delle vittime esattamente come erano quando i flussi piroclastici sono rotolati in città. Versando gesso liquido in queste cavità, lasciandolo indurire e scavando attentamente i risultati, gli archeologi hanno scoperto non solo il punto esatto in cui le persone sono morte, ma una scultura ossessionante dei loro ultimi momenti. Con volti e posture contorte in forme innaturali, l’agonia che ogni anima sfortunata ha provato mentre soccombeva al disastro è piuttosto evidente. È uno spettacolo viscerale e commovente vedere il loro tormento conservato in animazione sospesa quasi 2.000 anni dopo.

I calchi in gesso dei poveri cittadini di Pompei danno a questo antico sito archeologico un senso di umanità che altrimenti sarebbe assente se tutto ciò che rimane fosse l’architettura. Molti dei 1.150 corpi che sono stati scoperti sono stati trovati in gruppi e coppie, facendo sforzi disperati per salvarsi a vicenda e ripararsi dalla tempesta di fuoco tossico. Ricchi e poveri si sono rannicchiati insieme, gli amanti si sono abbracciati e le madri hanno protetto i bambini. Alcuni stringevano portafortuna e altri i loro oggetti di valore.

Sono stati trovati anche resti di animali, con bestiame e animali domestici incapaci di fuggire, e il già citato cane che si contorce nel granaio del Foro è diventato una delle immagini più famose di Pompei. Sono stati fatti centinaia di calchi, che si trovano in vari punti del sito, tra cui il granaio del Foro, il Giardino dei Fuggitivi, le Terme Stabiane e molti altri.

Sicuramente la più infame di tutte le vittime di Pompei è il calco di un uomo trovato in quella che sembra essere una posizione leggermente compromettente. Tuttavia, gli esperti di Pompei (che non sono affatto divertenti) contestano l’idea che quest’uomo fosse impegnato in qualche astuto auto-amore dell’ultimo minuto. Essi sostengono invece che le sue mani strette e la posizione reclinata sono più probabilmente solo la posizione sfortunata in cui l’uomo si è accasciato mentre i suoi muscoli si contraevano nel calore che scioglieva la carne.

Ma questo non ha impedito alla leggenda dell'”uomo che si masturba” di Pompei di entrare nella leggenda della città perduta, e di diventare il soggetto di più battute postume sull’eruzione di chiunque altro nella storia. Povero ragazzo.


#9 La villa dei misteri

la villa dei misteri pompei

Tra le numerose case di Pompei, ne esiste una che da sempre è particolarmente misteriosa, al punto da assumere il nome di Villa dei Misteri.

La villa è in realtà una scoperta relativamente recente, perché fu rinvenuta nel 1909 in uno stato di conservazione esemplare. Fu una scoperta importante e venne accolta con molto clamore, poiché la villa possiede al suo interno dei bellissimi affreschi che decorano le pareti di una delle sue stanze principali.

Ma il motivo di tanto clamore è anche dovuto al contenuto della rappresentazione pittorica rinvenuta all’interno. Non la classica scena tratta dalla mitologia greca, quanto una sorta di iniziazione di una donna ad un culto alquanto inquietante.

Si tratta di una scena sanguinosa, nella quale Dioniso, il dio del vino è accasciato ubriaco, mentre strani riti religiosi si svolgono attorno a lui.

Una simile rappresentazione sarebbe stata difficilmente tollerata ai tempi, poiché solo il Romano Impero poteva controllare gli argomenti religiosi. Per questo motivo alcuni studiosi sono propensi a credere che questo luogo fosse segreto e che qui venissero celebrati riti di culti quantomeno discutibili per l’epoca.

Questa teoria è abbastanza complicata da verificare, ma a prescindere da ciò, la Villa dei Misteri rimane un luogo interessante e molto particolare da scoprire, che merita decisamente una visita durante la vostra perlustrazione di Pompei.


#10 La casa di Venere in un guscio

la casa di venere in un guscio pompei
La casa di venere in un guscio a Pompei

All’ultimo posto della nostra classifica troviamo un bellissimo affresco su un muro di una casa, che celebra una Venere all’interno di un guscio.

Oltre alla bellezza dell’opera, qui il pensiero corre subito alla celebre La Nascita di Venere, del Botticelli conservata agli Uffizi. La somiglianza è decisamente incredibile!

Altra cosa curiosa è che questa casa è decisamente recente, poiché fu scoperta solo negli anni ’30, ma venne portata alla luce e restaurata solo negli anni ’50.

Oggi adorna il muro di una delle case più carine di Pompei e questo è un motivo più che valido per venire a vederla!


Informazioni pratiche per visitare Pompei

Come arrivare a Pompei?

Visitare Pompei da Napoli

Il modo più semplice per spostarsi da Napoli a Pompei è quello di scegliere un tour guidato degli scavi che comprenda anche lo shuttle da e per la città di Napoli, così non avrai necessità di pensare proprio a nulla.

Ne esistono numerosi che offrono questo tipo di servizio, ma io personalmente ho prenotato questo passando sempre dal sito di Getyourguide.

Se invece vuoi arrivare a Pompei con i mezzi pubblici, puoi scegliere di prendere la Circumvesuviana o il treno.

I treni della Circumvesuviana partono dalla stazione di Napoli Porta Nolana e dalla stazione di Napoli Piazza Garibaldi in direzione della stazione Pompei Scavi ogni 30 minuti tra le 6:09 e le 21:47. L’ultimo treno di ritorno a Napoli dalla stazione Pompei Scavi è alle 22:24.

In alternativa con il treno normale si può partire ogni 30 minuti dalla stazione di Napoli Piazza Garibaldi. I treni viaggiano dalle 6:27 alle 22:05, per Pompei, con l’ultimo treno di ritorno a Napoli che parte alle 22:21.

Visitare Pompei da Roma

Se parti da Roma, puoi, come nel caso di Napoli, prenotare un tour con trasporto dalla capitale. Ne trovi uno a questo indirizzo.


Orari di apertura di Pompei

L’area archeologica di Pompei è aperta dalle 9:00 alle 19:00 dal martedì alla domenica (chiusa il lunedì). L’ultima entrata è alle 17:30.


Dove dormire a Pompei

Qui ti consiglio di dare direttamente un’occhiata alla nostra guida su dove alloggiare a Pompei.


Raccomandazioni finali

A Pompei è fatto divieto di ingresso a borse e zaini di dimensioni superiori a 30 x 30 x 15 cm, dunque è sempre meglio viaggiare leggeri. Agli ingressi trovate però dei guardaroba, dove è possibile lasciare oggetti ingombranti o di valore.


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